sabato 4 ottobre 2014

OTTOBRE

Ottobre, mese malinconico e indeciso, mentre tutto è ricominciato a settembre e le foglie gialle cadono a novembre, l'uva è già stata raccolta e il freddo tarda ad arrivare.
Arancio è il colore di Ottobre, benché le arance maturano a dicembre, e le zucche son mica tutte arancio.
Un colore acceso e vivo per un mese indeciso, un mese in cui nascono i dubbi, in cui la natura si addormenta, quando si prepara la legna per l'inverno prima che piova a Novembre.
Ottobre è quando inizia l'università, è quando si iniziava la scuola, eppure non è il mese del ricominciare, non ci sono quelle giornate estive che Settembre riesce ancora a esprimere.
Dalle mie parti è il mese delle feste paesane, è il mese della torta nera e della trippa, della prima cassöela che ti rimane ancora sullo stomaco perché non fa ancora così freddo.
Ottobre ha quel suo nome strano che lo distingue anche dai sui fratelli in -embre, infatti finisce in -obre, è una particolarità che acquista dal numero otto, un numero palindromo, con solo 2 lettere e con quella forma strana, chiusa, a doppia camera, come un oste panciuto col suo fiaschen de vin, con le gote rosse e la parlata greve, ma la risata stridula di uno sempre un po' brillo. Un numero che sembra dondolare, cullato dall'atmosfera molle e indistinta di ottobre, senza la trafecola si settembre e senza la pienezza di novembre.
Ottobre è così, un mese ponte, un mese che traghetta le anime dall'estate all'autunno, dalla giornate lunghe a quelle buie, dall'ozio al negozio.

Come mi piace Ottobre...